RASSEGNA STAMPA

Se non avete cliccato più veloci della luce lo scorso 7 aprile, siete fuori. A Milano il portale del Comune ha già messo il lucchetto: «Elevato numero di richieste, niente prenotazioni tardive». Tradotto per le mamme e i papà meneghini: o avete i nonni, o avete un conto in banca molto generoso, o siete nei guai. La corsa ai centri estivi 2026 è iniziata così, con un muro di gomma pubblico e un listino prezzi privato da bene di lusso. E non va meglio nelle altre città, dove tra costi proibitivi e opzioni gratuite limitate il panorama nazionale appare altrettanto desolante, con le graduatorie da Roma a Bologna che si trasformano in veri e propri imbuti sociali per migliaia di famiglie escluse. «Per i figli l'estate deve rimanere un momento magico», spiega Sarah Malnerich, autrice, performer e attivisita che insieme a Francesca Fiore compone il duo Mammadimerda, «ma per i genitori è diventata un trimestre di pianificazione finanziaria con l'ansia di un project manager che sa già che il budget non basterà. Il mercato privato ha colonizzato esattamente il vuoto che lo Stato ha lasciato. Il riposo dei figli è diventato un servizio a pagamento».

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A poche ore dalla fine delle operazioni di voto per il referendum sulla Giustizia le torinesi Sarah Malnerich e Francesca Fiore, note al grande pubblico come le autrici del blog "mammadimerda", tornano a rilanciare una richiesta: "Basta seggi nelle scuole, vengano spostati altrove".

I loro canali social, così come il sito internet, dissacra la "genitorialità comme il faut". Ma soprattutto portano avanti da tempo una serie di battaglie per rendere più facile l'essere mamme e papà oggi, dall'abbassare le rette dei nidi fino a ridurre le vacanze nel periodo estivo.

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Per anni la maternità è stata raccontata come un approdo naturale alla felicità e un’esperienza fatta di sola tenerezza. Poi è arrivata una voce che ha osato dire che no, non funziona sempre così; che si possono amare i figli e sentirsi esauste; che si può essere madri e, al contempo, in lutto per la donna che si era prima. Da quella crepa nella narrazione è nato un blog, e da quel blog (Mammadimerda, ndr) un piccolo movimento culturale che oggi riempie teatri, università e sale da ballo. Noi abbiamo fatto due chiacchiere con Francesca Fiore, anima del progetto insieme a Sarah Malnerich; ecco com’è andata.

Francesca, dieci anni fa nasceva il blog Mammadimerda. Che cosa ti spinse a scrivere?

«La sensazione di essere fuori posto: ovunque sentivo raccontare una maternità angelicata, perfetta, dove i figli erano solo fonte di gioia. Io invece ero stremata, con due figlie che avevo soprannominato ironicamente “le Erinni” perché non dormivano mai e avevano ribaltato la mia vita: pareva volessero farmi pagare i peccati di una vita precedente (ride, ndr). Scrivere è stato un modo per integrare quella parte di esperienza che non trovavo da nessuna parte».

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«Il telefono fisso». È questo l’oggetto che per Sarah Malnerich sarebbe da riscoprire nel 2026. Lei, insieme a Francesca Fiore, è l’anima di “Mammadimerda”, progetto divulgativo online che racconta le difficoltà nell’essere genitori, soprattutto madri. È una provocazione, che potrebbe suonare strana da parte di chi con smartphone e social ha costruito la propria community, ma che a ben vedere non lo è per nulla. Vale per tutti, ma per chi ha molta visibilità c’è un fatto che oggi diventa evidente: il diritto alla disconnessione. «Sarebbe bello concedersi il lusso di essere irreperibili ogni tanto, non far sapere dove si è», dice Malnerich. «Sembra che una persona che non si manifesti, che non si renda visibile, non esista. Una volta, semplicemente si dava per scontato che l’altro conducesse la sua vita. Oggi invece siamo così abituati a vedere tutto che non consideriamo reale quello che non ci viene mostrato».

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Le vacanze estive italiane sono tra le più lunghe d’Europa, e per molte famiglie questo rappresenta un problema concreto. Lo denunciano Francesca Fiore e Sarah Malnerich, fondatrici del blog Mammedimerda, che insieme all’organizzazione no profit WeWorld hanno portato in Senato una petizione dal titolo: "Ristudiamo il calendario! Un nuovo tempo scuola non è più rimandabile". La proposta ha già raccolto oltre 75mila firme su Change.org.

L’obiettivo è chiaro: riformare il calendario scolastico italiano, giudicato obsoleto e non compatibile con la realtà delle famiglie moderne. “Il calendario scolastico italiano è pensato per un modello familiare degli anni ’50, dove la madre casalinga si trasferiva in villeggiatura con i figli. Oggi lavorano sia le mamme che i nonni”, argomenta Francesca Fiore.

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La petizione sostenuta dall’organizzazione We World e dalla community Mamma di Merda che chiede di riformare il calendario scolastico per conciliare scuola e lavoro delle famiglie, ha raccolto oltre 75mila firme, depositate in Senato con la richiesta di avviare un tavolo tecnico istituzionale. Due le richieste principali della petizione: aprire le scuole nei mesi di giugno e luglio, con attività extrascolastiche e una redistribuzione delle pause annuali e introduzione obbligatoria del tempo pieno per la fascia di età dai 3 ai 14 anni, con l’obiettivo di garantire, su tutto il territorio nazionale, la possibilità di scelta tra tempo pieno e tempo parziale.

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Mentre il dibattito pubblico si accende su scuole chiuse e centri estivi – sempre più costosi e fuori portata per molte famiglie – la petizione“Ristudiamo il calendario”, lanciata nel 2023 da WeWorld – organizzazione che da 50 anni porta al centro chi è ai margini in oltre 20 Paesi inclusa l’Italia – e Mammadimerda – progetto di divulgazione più dissacrante e ironico sulla fondazione fondata da Francesca Fiore e Sarah Malnerich – ha superato le 70mila firme.

Un segnale chiaro: è tempo di ripensare il calendario scolastico e costruire una scuola che sostenga davvero equità, conciliazione e benessere. Le richieste principali sono: la rimodulazione del calendario scolastico con l’introduzione di pausa distribuita in modo più equilibrato durante l’anno e la possibilità di apertura delle scuole anche nei mesi di giugno e luglio, mantenendo gli attuali 200 giorni di lezione, ma riorganizzati. Le attività estive, su base volontaria, non sarebbero didattiche, ma laboratoriali, sportive e culturali per garantire opportunità educative e di crescita e una continuità educativa per contrastare il “summer learning loss” organizzato dal Terzo settore e da realtà specializzate all’interno degli spazi scolastici e l’introduzione obbligatoria del tempo pieno in tutte le scuole italiane dai 3 ai 14 anni, lasciando libertà alle famiglie di scegliere tra tempo pieno o parziale.

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A Bologna due mamme, Sara e Francesca, organizzano serate per sole donne per poter vivere qualche ora di libertà fuori dalla routine familiare.

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Francesca Fiore e Sarah Malnerich del duo/blog @Mammdimerda, con un successo inaspettato, hanno inaugurato da poche settimane un nuovo format di parties dedicati alle donne. Dice Malnerich: «L’idea di organizzare una festa è sempre stata nell’aria per noi. Poi ci sono state altre priorità, l’attivismo, gli spettacoli, i libri. La cosa è maturata circa un anno fa all’interno di un nostro percorso che dura da almeno dieci e non può essere svincolato da altri generi di riflessione. Non si tratta di puro divertimento. La me di qualche anno fa non l’avrebbe detto ma, oggi, ha l’esigenza di pensare: questo spazio non esiste allora lo occupo e me lo faccio da sola. È stato naturale, e forte».

Me lo faccio da sola: cosa?
Fiore: «Noi donne, noi madri, non avevamo uno spazio di divertimento. Fatichiamo tutte tantissimo a prenderci del tempo libero, ci sentiamo perennemente in colpa perché c’è sempre qualcosa che non stiamo facendo e che dovremmo fare…arrivate a quarant’anni c’era il desiderio di riprendere quel pezzo di umanità, di allegria, di femminilità che viene lasciato indietro. Soffocato dal lavoro, dai figli, dai doveri, dalle responsabilità. Prendersi una serata in cui godere della compagnia delle amiche, cantare, ballare…francamente non pensavamo che un evento del genere sollevasse un vespaio. I maschi da sempre hanno i loro circoli, le loro lobby dove l’ingresso alle donne è vietato».

Voi li escludete? 
Fiore: «Noi, semplicemente, non li invitiamo. Intelligentemente non vengono perché si rendono conto che non è uno spazio dedicato a loro. Non si divertirebbero. L’immaginario è quello femminile».
Malnerich: «Non stiamo chiedendo agli uomini se queste feste gli piacciano. Non abbiamo bisogno del loro placet e non ci interessa. Forse, una cosa che li destabilizza, è l’appropriarsi da parte delle donne di uno spazio che, storicamente, non ci è mai appartenuto: la notte. La notte relativamente: le nostre feste cominciano alle 20.30 e finiscono presto. Abbiamo cominciato, come con tutte le nostre azioni, in maniera situazionista. Il fatto che sia stato utilizzato come grimaldello per altri temi ci fa proprio pensare che si debbano rendere queste feste un gesto politico fino in fondo. Ce n’è bisogno».

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Può un evento musicale diventare un rito collettivo di liberazione? Bastano una playlist condivisa, niente dress code e appuntamento all’ora di cena. “Non farcela party” è un evento pensato da Sarah Malnerich e Francesca Fiore, autrici, attiviste e fondatrici della community Mammadimerda, in cui le donne possono riappropriarsi del proprio tempo, costruire una nuova socialità e prendersi tutto lo spazio che vogliono

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Le feste per sole donne si stanno affermando in Europa, in Italia si organizzano i "non farcela party"

Party per sole donne e mamme: il trend si sta affermando in tutta Europa e nel mondo. Si tratta di feste al femminile molto easy, serate liberatorie in cui prendersi il proprio tempo per poi ritornare a casa presto. In Italia, sono i "non farcela party" che moltiplicano le date.

Sulla pagina Instagram, vengono presentati come il "party catartico delle donne per le donne". A promuoverli, Francesca Fiore e Sarah Malnerich, fondatrici di Mammadimerda.

Cosa sono i party per sole donne e mamme? Le feste cominciano presto: si balla e si canta e si rientra alle 23.30. Nel mentre, "si fa un rito collettivo di liberazione": niente dress code, niente performance e ansia da prestazione, va bene anche una tuta, e tanta voglia di divertirsi. Se non sai con chi andare, puoi aggregarti a chi partecipa. Se hai problemi economici, possono esserci dei biglietti sospesi. E, inoltre, puoi scegliere tu la playlist segnalando le canzoni nella community whatsapp di @nonfarcelaparty.

Insomma, le feste "women only" sono i party per le donne, non solo per le mamme, prese da millanta impegni, che vogliono comunque divertirsi. E visto che le feste in genere cominciano tardi, il passo è stato organizzare degli eventi che cominciassero presto.

Infatti, sulla pagina Ig, Francesca spiega: "Quando abbiamo inventato i non farcela party, abbiamo cercato di rispondere a un'esigenza in primis nostra, ovvero siamo delle donne e delle madri di mezza età ormai che, però, ancora hanno voglia di divertirsi, di passare del tempo di qualità con le amiche, di ballare, di cantare. Purtroppo i party cominciavano troppo tardi per noi, e così abbiamo deciso di inventarlo noi. Ci siamo poi rese conto di essere nel bel mezzo di una wave europea, infatti in tutta Europa stanno nascende feste di questo tipo, pensate dalle donne per le donne non solo per le madri".

Negli altri paesi, cambiano i nomi - Mama Geht Tanzen in Germania,  Disco Club in Australia, Earlybirds Club negli USA, ma il comun denominatore è lo spirito dei party per sole donne e mamme.

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Un party per sole donne per cantare e ballare in libertà. Questa è l'idea del "Non farcela party" l'evento, partito da Torino e ora previsto in tantissime altre città italiane, ideato da Sarah Malnerich e Francesca Fiore. Le due donne, attiviste femministe e creatrici del blog "Mammadimerda", con questo progetto vogliono celebrare l’inadeguatezza e l’imperfezione nella maternità e nella vita quotidiana. Sarah e Francesca, ospiti a "Pomeriggio Cinque", raccontano più nel dettaglio il senso dell'iniziativa.

Il party per donne

 Il "Non farcela party" ha fatto la sua prima data a Torino ed è andato subito sold out, raggiungendo un grande successo. Ai microfoni del programma di Canale 5 le due ideatrici spiegano perché hanno deciso di organizzare questa festa. "Nasce da un’esigenza che era per prima la nostra, come molte delle iniziative di "Mammadimerda". Io ho 45 anni e sentivo ancora la voglia e l'esigenza di avere uno spazio in cui cantare e ballare. Per le donne della mia età, infatti, non ci sono offerte in una fascia oraria consona", racconta Sarah Malneric.

 

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Le risate sono spesso fragorose anche se in bocca resta un retrogusto amarognolo. Anzi: acido. Dissacrano il mito della maternità, specie l’iconografia mariana che prevede un ruolo ben preciso della donna con parannanza e sorriso mite nella gestione del funambolismo quotidiano. Dicono finalmente che no, quei lavoretti natalizi scalderanno il cuore ma non sono arte (nemmeno contemporanea). E poi generano sorellanza, per smuovere norme e servizi. Sarah Malnerich e Francesca Fiore – alias «Mammadimerda», MdM in acronimo per chi le segue – da anni sono la voce di migliaia di donne e da un profilo Instagram hanno saputo creare una community impegnata che ride ma pensa seriamente. Tanto seriamente da predisporre una proposta di riforma del calendario scolastico. Obiettivo: superare il ciclo del grano, figlio di un tempo in cui le donne non lavoravano. E distribuendo così le giornate di ferie, per sgretolare il muro dei tre mesi di stop che spingono le lavoratrici ad attingere a ferie, permessi o congedi. «Non solo: ci sono famiglie che fanno un prestito per pagare i centri estivi», ricordano Fiore e Malnerich che, sabato 24 maggio, saranno alle Terme di Comano nell’ambito di «Stay Young», per parlare di carico mentale e longevità (alle 20.30).

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Milano – “Unite e Plurali”. Una celebrazione della soggettività femminile nella sua complessità. È la quindicesima edizione del WeWorld Festival Milano, che dal 23 al 25 maggio 2025 animera’ gli spazi di BASE Milano di via Bergognone 34, grazie al contributo di 90 ospiti. Tra gli altri, il duo satirico Mammadimerda di due amiche, Sarah Malnerich e Francesca Fiore, che da anni si battono per il mondo femminile. Sarah Malnerich, per l’occasione, si racconta tra riflessioni serie e qualche risata.

Da dove nasce l’idea del vostro duo?

«Nasce dapprima come blog autoriale dieci anni fa, in cui raccontavamo l’esperienza della nostra maternità perché non collimava con quella che era la narrazione ufficiale. Abbiamo iniziato ad interrogarci se fossimo noi inadeguate all’esperienza o se non ce la stessero raccontando proprio tutta…Iniziammo così a scrivere della nostra esperienza di 10 anni fa, con un livello di consapevolezza diversa di questi temi, quando c’era una letteratura molto edulcorata che sussiste in buona parte».

Donne madri perfette. Figli e mariti esemplari, realizzate, sorridenti e sempre abbindate nel look. I social ogni giorno narrano tutto ciò e non un reale modello di donna con le sue debolezze e difficoltà della vita. Cosa ne pensa?

«Esatto, è quello che si vede…queste mamme perfette, felici, con bambini profumati, che fanno i giochi montessoriani...».

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Nel corso della puntata di Good Morning Kiss Kiss abbiamo avuto il piacere di parlare con Sarah Malnerich, una delle fondatrici del blog Mammadimerda che oggi ha un vasto seguito sui social. Il blog è stato aperto nel 2016 da Francesca Fiore e Sarah Malnerich che con ironia e comicità raccontano i problemi che la maternità comporta per ogni donna.

Tante donne si rivedono in quello che raccontano ed hanno la possibilità di ascoltare qualcuno che riesce a dare voce alle proprie insicurezze ed esigenze. Mammadimerda è nato quindi come blog, per poi sbarcare sulle principali piattaforme social.

Per sapere cosa ci ha detto Sarah Malnerich guarda il video!

 

 

S

Semplicemente perfette. Con figli e mariti perfetti, ineccepibili sul

lavoro, realizzate e felici. Con quel sorriso stampato in faccia, il fisico

scolpito e la piega vaporosa. Ovviamente il giusto, non troppo.

Una narrazione dell’essere donna che ci viene propinata quotidianamente

dai social, da donne influencer inappuntabili.

Un racconto che però è falso, che troppo spesso alimenta quel senso di

inadeguatezza che per alcune può diventare auto persecuzione, auto

flagellazione.

Finché, un giorno, loro hanno alzato la mano nel marasma dei social e

hanno osato dire: «Io sono una ciabatta e mio figlio non è un genio».

L’hanno detto. «Io non ce la faccio più».

L’hanno gridato. E sono stati applausi. Era il 2016. Un blog nato tra due

amiche, Sarah Malnerich e Francesca Fiore, per prendere per il naso quel

modello di donna overperformante che, diciamocelo, è a dir poco irritante.

Anno 2025, Sarah e Francesca e il loro “marchio” MammadiMerda,

hanno superato i 218 mila follower, solo su Instagram. Ne hanno fatte di

ogni colore. Libri, spettacoli, audizioni in Parlamento, incontri con

ministri, «per portare il verbo», afferma Francesca Fiore.

 

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L’estate, con il suo sole e il mare, è un momento di gioia per molti. Ma per i genitori che

lavorano, può trasformarsi in un incubo logistico di tre mesi. Trovare una soluzione per i

figli, con costi dei campi estivi alle stelle e nonni non sempre disponibili, diventa

un’impresa titanica.

Al Corriere della Sera, Francesca Fiore, co-fondatrice del progetto Mammadimerda, ha

lanciato insieme a WeWorld Onlus una petizione su change.org chiamata “Ristudiamo il

calendario”. L’obiettivo? Riformare il calendario scolastico italiano, attualmente uno dei

più lunghi d’Europa con una pausa estiva eccessiva.

“Il nostro calendario scolastico è stressante e obsoleto”, afferma Fiore. “La lunga pausa

estiva nasceva per permettere ai bambini di aiutare nei campi, una realtà che non

esiste più. Inoltre, i 200 giorni di scuola consecutivi sono un carico eccessivo per i

bambini, con effetti negativi sul benessere e sul rendimento scolastico.”

 

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LA PETIZIONE

Francesca Fiore è la fondatrice di “mammadimerda”, un blog e una pagina

Instagram (da 214mila follower) sulla maternità e le sue difficoltà, gestito in coppia

con Sarah Malnerich. Sono loro che hanno lanciato la petizione per “un nuovo

tempo scuola”.

«È un argomento di cui abbiamo iniziato a parlare qualche anno fa», spiega Fiore.

«Durante il Covid le scuole erano rimaste chiuse in inverno e c’era stata la

proposta di recuperare durante l’estate un po’ del tempo perso, anche perché

sarebbe stato un modo per contrastare il virus».

«Da lì ho iniziato a interessarmi all’argomento e ho scoperto che il calendario

scolastico segue ancora la logica del ciclo del grano», dice Fiore. «Con l’ong

weWorld abbiamo elaborato una proposta concreta per cambiare le cose e

abbiamo lanciato una raccolta firme». Ad oggi, metà giugno, hanno aderito in più

di 57mila.

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Le autrici e attiviste femministe Sarah Malnerich e Francesca Fiore, fondatrici del

progetto Mammadimerda, hanno espresso, a Sky TG24, la loro opinione sulla difficoltà

di offrire ai figli alternative al digitale. Secondo loro, offrire un’alternativa ai propri figli è

un tema di privilegio rispetto alle proprie condizioni lavorative, economiche e sociali.

“Ci piacerebbe che i nostri figli ogni pomeriggio andassero a correre a piedi nudi nel parco insieme a noi genitori, poi magari a fare arrampicata. Ma sono attività che richiedono risorse sia economiche che di tempo”, affermano le due autrici.

Passando dalla teoria alla pratica, se due genitori lavorano a tempo pieno come possono “intrattenere” i ragazzi con attività offline togliendo loro i telefoni? “Magari avessimo delle alternative!”, dicono le due autrici. “Bisogna mettere le famiglie in condizioni di poterle offrire queste alternative, non si può scaricare sempre tutto sulle spalle dei genitori. Noi abbiamo l’onere della loro educazione, ma c’è una parte di cui si devono far carico lo Stato e la società”.

 

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Le conosciamo come attiviste femministe, impegnate quotidianamente per cambiare lo sguardo sulla maternità in Italia. Ma questa volta il duo di Mammadimerda, Francesca Fiore e Sarah Melnerich, ha fatto un viaggio per mostrare che cosa significa essere femmina e madre in Kenya. «Abbiamo scoperto che, all’ennesima potenza, donne e ragazze affrontano le stesse difficoltà che viviamo tutte, in tutti i contesti familiari patriarcali e opprimenti», spiega Sarah. Visitando villaggi, scuole e progetti di WeWorld Onlus nella contea di Narok, nel cuore della ex Provincia della Rift Valley, hanno condiviso vissuti e compreso quanto è necessario che le soluzioni per lo sviluppo delle comunità locali vengano dal basso: «chi le abita deve essere autonomo nel decidere come farle progredire. In altre parole, se la nostra soluzione sostenibile quando abbiamo il ciclo è la coppetta mestruale, non possiamo proprio pensare che valga anche per una donna masai».

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Italien: Immer weniger Bambini


"Italien: Immer weniger Bambini" ("Italia: sempre meno bambini"), affronta il tema del calo delle nascite in Italia. Viene evidenziato come il tasso di natalità sia in costante diminuzione, con conseguenze significative per la società e l'economia del paese. Il reportage include interviste a esperti e famiglie, che discutono delle sfide legate alla genitorialità nell'Italia contemporanea.

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di Ilaria Del Prete

È arrivato quel momento dell'anno. L'apertura dei bandi per ottenere un posto in un asilo nido pubblico, a un prezzo sostenibile, preferibilmente nel proprio quartiere. Una specie di click day per vincere alla lotteria, considerando che - ultimi dati Istat alla mano - in Italia per ogni dieci bambini tra 0 e 2 anni solo tre riusciranno a usufruire dei servizi per l'infanzia. E gli altri sette? Cosa succede alle famiglie dei meno fortunati e soprattutto alle madri, lo ha spiegato Sarah Malnerich, che insieme a Francesca Fiore è creatrice del progetto Mammadimerda.

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Le autrici italiane sulla condizione delle donne

Mamma di Merda, "Madre di merda": è questo il nome dell'account Instagram delle autrici italiane Francesca Fiore e Sarah Malnerich. Con grande ironia, analizzano la pressione che grava sulle madri e, di conseguenza, sulle donne nella società italiana.

Un'immagine idealizzata e irraggiungibile della madre italiana è ancora oggi la realtà di molte donne, dalle quali ci si aspetta sacrificio totale. Ed è anche l’immagine che i post-fascisti di Fratelli d’Italia amano attribuire alle donne italiane.

Sebbene con Giorgia Meloni per la prima volta una donna sia alla guida di un governo italiano, la sua politica non è necessariamente orientata alla promozione dell’emancipazione femminile. Al contrario, mira a rafforzare i valori tradizionali secondo la sua ideologia post-fascista, spesso a scapito dei diritti delle donne. Un esempio attuale è la discussione sul possibile inasprimento della legge sull’aborto.

Puoi guardare il video integrale qui.

 

 

 


Le conosciamo come attiviste femministe, impegnate quotidianamente per cambiare lo sguardo sulla maternità in Italia. Ma questa volta il duo di Mammadimerda, Francesca Fiore e Sarah Melnerich, ha fatto un viaggio per mostrare che cosa significa essere femmina e madre in Kenya. «Abbiamo scoperto che, all’ennesima potenza, donne e ragazze affrontano le stesse difficoltà che viviamo tutte, in tutti i contesti familiari patriarcali e opprimenti», spiega Sarah. Visitando villaggi, scuole e progetti di WeWorld Onlus nella contea di Narok, nel cuore della ex Provincia della Rift Valley, hanno condiviso vissuti e compreso quanto è necessario che le soluzioni per lo sviluppo delle comunità locali vengano dal basso: «chi le abita deve essere autonomo nel decidere come farle progredire. In altre parole, se la nostra soluzione sostenibile quando abbiamo il ciclo è la coppetta mestruale, non possiamo proprio pensare che valga anche per una donna masai».

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Le autrici e attiviste femministe Sarah Malnerich e Francesca Fiore, fondatrici del progetto Mammadimerda, hanno espresso, a Sky TG24, la loro opinione sulla difficoltà di offrire ai figli alternative al digitale. Secondo loro, offrire un’alternativa ai propri figli è un tema di privilegio rispetto alle proprie condizioni lavorative, economiche e sociali.

“Ci piacerebbe che i nostri figli ogni pomeriggio andassero a correre a piedi nudi nel parco insieme a noi genitori, poi magari a fare arrampicata. Ma sono attività che richiedono risorse sia economiche che di tempo”, affermano le due autrici.

Passando dalla teoria alla pratica, se due genitori lavorano a tempo pieno come possono “intrattenere” i ragazzi con attività offline togliendo loro i telefoni? “Magari avessimo delle alternative!”, dicono le due autrici. “Bisogna mettere le famiglie in condizioni di poterle offrire queste alternative, non si può scaricare sempre tutto sulle spalle dei genitori. Noi abbiamo l’onere della loro educazione, ma c’è una parte di cui si devono far carico lo Stato e la società”.

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16 maggio Io Donna, di Erika Riggi

Sul tema le attiviste Sarah Malnerich e Francesca Fiore, altrimenti note come Mammadimerda, hanno parecchia esperienza: da anni, ormai, catalizzano le nostre frustrazioni di donne madri e le trasformano in invettive e satira sociale ma anche in petizioni e progetti di legge. E ora?

Troppo spesso la rabbia di noi madri resta dentro e ci consuma: è arrivato il momento di dare voce alla nostra rabbia e di cambiare le cose”. È questo il tema dell’incontro con il duo Sarah Malnerich e Francesca Fiore, alias Mammadimerda, al Festival WeWorld (dal 17 al 19 maggio, tre giorni di talk, foto, film, musica e performance su empowerment femminile e stereotipi di genere a BASE Milano). Dalla rabbia delle mamme, allora, ripartiamo. Per capire in che direzione possiamo convogliare quest’energia che ci percorre e che  può diventare risorsa produttiva.






6 maggio, Orizzonte Scuola 

L’estate, con il suo sole e il mare, è un momento di gioia per molti. Ma per i genitori che lavorano, può trasformarsi in un incubo logistico di tre mesi. Trovare una soluzione per i figli, con costi dei campi estivi alle stelle e nonni non sempre disponibili, diventa un’impresa titanica.

Al Corriere della Sera, Francesca Fiore, co-fondatrice del progetto Mammadimerda, ha lanciato insieme a WeWorld Onlus una petizione su change.org chiamata “Ristudiamo il calendario”. L’obiettivo? Riformare il calendario scolastico italiano, attualmente uno dei più lunghi d’Europa con una pausa estiva eccessiva.

“Il nostro calendario scolastico è stressante e obsoleto”, afferma Fiore. “La lunga pausa estiva nasceva per permettere ai bambini di aiutare nei campi, una realtà che non esiste più. Inoltre, i 200 giorni di scuola consecutivi sono un carico eccessivo per i bambini, con effetti negativi sul benessere e sul rendimento scolastico.”

La petizione, che ha già raccolto oltre 55mila firme, chiede di redistribuire i giorni di scuola, mantenendo aperte le strutture a giugno e settembre. Questo permetterebbe di alleggerire il carico durante l’anno scolastico, offrire corsi estivi a prezzi calmierati e contrastare il “Summer Learning Loss”, la perdita di apprendimento che si verifica durante la lunga pausa estiva.

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13 aprile, Vanity Fair

La scuole aperte d'estate non sono una novità. Tanti istituti già fanno attività però è positivo vedere che il ministero ha deciso di stanziare fondi: significa prendere in carico il malessere e senso di abbandono che vivono le famiglie». Per Francesca Fiore di Mammadimerda è un passo in avanti, nella giusta direzione quello fatto dal ministero dell'Istruzione e del Merito con la firma, da parte del Ministro, Giuseppe Valditara, del decreto che stanzia 400 milioni di euro per finanziare «attività di inclusione, socialità e potenziamento delle competenze per il periodo di sospensione estiva delle lezioni».

Il provvedimento, dice la nota del Ministero, interessa l'anno scolastico in corso e quello successivo ed è destinato alle scuole primarie e secondarie. I progetti si attivano in base alle proposte delle scuole e la platea dei destinatari e la durata dei percorsi potranno essere ampliate dalle scuole grazie ad accordi con enti locali, università, organizzazioni di volontariato e del terzo settore, associazioni sportive e le stesse famiglie, sull’esempio delle migliori pratiche già sviluppate in base all’autonomia scolastica.

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02 Febbraio 2024 
La Stampa, Nadia Ferrigo 


l bonus mamme non è ancora arrivato, la lotta contro l'inverno demografico slitta almeno di un mese. Ne parliamo con Sarah Malnerich, con Francesca Fiore autrice di Mammadimerda.

La premier Meloni l'aveva definita «la misura più significativa al sostegno per la natalità», che riguarda poco meno di 700 mila donne nel settore privato.e pubblico Pochine, no?

«Mi sembra quantomeno azzardato definirla una misura significativa. Innanzitutto perché con questi numeri è evidente che non risolve e nemmeno affronta un problema sistemico, che non si aggredisce con mancette e bonus, ma che ha bisogno di altre leve. Inoltre una misura che taglia fuori una fetta enorme di popolazione, come può essere dirimente? Uno dei requisiti è avere un contratto a tempo indeterminato: non solo rimangono fuori lavoratrici stagionali e precarie, ma tutte le partite Iva che sono già quelle che nella maternità hanno meno tutele. Una bella spinta anche all’imprenditoria femminile, insomma!»

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Corriere della Sera, 21 gennaio 2023 

di Francesca Fiore e Sarah Malnerich 

Se puoi immaginarlo, puoi farlo. Ma se non riesci nemmeno a immaginarlo, la magia non si compie da sola. Nelle ipotesi delle nomine ai vertici degli enti e delle organizzazioni più determinanti della città di Torino, nel 2024 non emergono nomi di donne. Se non possiamo nemmeno immaginare delle candidature femminili, sarà difficile raggiungere una parità di genere nei ruoli apicali in Piemonte. La rappresentanza, come indica la parola stessa, non è una mera questione di quote. Significa ampliare la visione, aggiornarla con istanze che si sono ignorate, integrarla con prospettive che neanche il più fervido dei creativi maschi può tracciare meglio di chi ne è portatrice. E da lì poter immaginare soluzioni nuove, che abbiano una ricaduta sociale e economica per tutte e per tutti. Per tutto il territorio, in una parola. Ad esempio, se noi avessimo la prostata, sapremmo che esistono una serie di criticità legate al suo ingrossamento che richiedono delle azioni.


















La fondatrice di Mammadimerda Francesca Fiore contro le dichiarazioni dell'esponente di FdI Lavinia Mennuni a Coffee Break su maternità e calo demografico: "Il problema è che in Italia i figli non ce li possiamo permettere fino a quando forse non riusciamo più neanche a farli".

Guarda l'intervento di Francesca Fiore all'Aria che tira. 










10 dicembre 2023 
di Francesca Angeleri 

Il femminismo non è una passeggiata. Nemmeno quando ormai nessuno osa (nessuno è un po’ troppo) più metterne in dubbio la valenza. Nemmeno quando è diventato mainstream e le multinazionali hanno capito che è meglio cavalcarlo piuttosto che andarci contro. Al netto dei profitti. Nemmeno quando l’attivismo riesce a diventare un mestiere. E non è raro. Soprattutto se il mestiere in questione si sviluppa sui social network. Neanche in quel caso, no davvero, il femminismo è una passeggiata. Perché è un attimo, che sfumi tutto. Abbassare la guardia? Mai. 

Leggi l'articolo completo sul corriere.





Mammadimerda: "Questo è il momento di dare voce alla nostra rabbia e cambiare le cose. Almeno, una cosa"

Francesca Fiore e Sara Malnerich, Mamma di Merda, sono in queste settimane in tour in tutta Italia con lo spettacolo “La Recita di Natale”: bisogna decidere il regalo che desiderano le donne, consigliato soprattutto ai maschi. “Noi donne abbiamo da sempre un problema nel problema, che è la nostra rabbia. Noi cerchiamo sempre di mitigarla, ma è il momento di riconoscerla, accoglierla e farne motore di cambiamento – dicono le due autrici, scrittici e attiviste nello studio de La Stampa a proposito della mobilitazione prevista per il prossimo 25 novembre -. Questo è il momento di scendere in piazza e contarci, dare voce a questa rabbia e restituirle dignità. Perché si, siamo arrabbiate e ne abbiamo tanti, tantissimi motivi”.

Di Nadia Ferrigo.

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20/11/2023

 

 

L’autrice e attivista sulla manovra del governo Meloni: «Se da donna contribuisci alla società con almeno due bimbi, allora mi ha assegnato un mandato sociale molto chiaro: stare a casa e fare figli»

Decontribuzione per le madri lavoratrici, rafforzamento del fondo asili nido, rifinanziamento della Carta “dedicata a te” e il 60% della retribuzione per il secondo mese di congedo parentale. La manovra destina un miliardo agli «incentivi alla natalità» più che alle famiglie, come del resto precisa la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa. Ne parliamo con Sarah Malnerich, con Francesca Fiore le MammadiMerda in lotta tra social, palchi e librerie per abbattere sessismo e pregiudizi.

“C’è chi dice che la scuola non è un parcheggio, in realtà spesso il parcheggio è proprio la casa, sul divano, davanti alla tv. La narrazione va ribaltata. E l’esperimento di Moncalieri ci dimostra che se il servizio c’è, c’è anche la richiesta perché esiste un’esigenza. Come potrebbe essere per gli asili nidi. Ci sono diversi esempi virtuosi nelle scuole che hanno avviato il tempo pieno ma queste buone pratiche dovrebbero essere incentivate dallo Stato fino a creare uno standard”. 

di Cristina Palazzo, 28 settembre 2023 

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19 Settembre 2023
di Massimo Ferrarini

In Italia, il sistema scolastico, ha la pausa estiva più lunga d’Europa, 14 settimane. Come noi solo Lettonia e Malta. La scelta risale ai tempi dell’800 con la riforma agraria, per permettere ai ragazzi di aiutare i genitori a raccogliere il grano nei campi. Una misura di conciliazione che però non si è evoluta al passo delle esigenze delle famiglie, che si trovano sempre più in difficoltà nei mesi estivi, con la gestione dei figli. E la questione non è solo economica, mandare uno o più figli ai vari centri estivi non è una spesa indifferente, ma c’è anche un problema di disuguaglianza e di perdita di competenze cognitive e relazionali.

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Anche le mamme sono umane e non sempre riescono a fare tutto alla perfezione, come a volte ci si aspetta da loro. Stare dietro alla casa, ai figli e al lavoro può portare anche a degli attimi di defaillance ed errori che, anche se possono diventare una divertente storia da raccontare, sul momento possono far scaturire un senso di inadeguatezza.

Questo è il tema della puntata di Pinocchio che La Pina, Diego Passoni e Valentina Ricci hanno affrontato insieme a Sarah Malnerich e Francesca Fiore, anche conosciute come Mammadimerda. Il blog dedicato alle mamme imperfette negli anni ha raccolto migliaia di follower, donne e mamme che finalmente possono condividere apertamente le loro esperienze, senza ipocrisie.

Le Mammadimerda, prima di presentare il loro nuovo libro Angele del focolare, hanno ascoltato e letto con i Pinocchi i messaggi delle mamme in ascolto, che hanno condiviso i loro divertenti momenti di defaillance. Cose che possono capitare davvero a tutte.

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Ascolta la puntata su Pinocchio di Radio Deejay

 

Quando nel 2016 è nato il blog Mammadimerda, Francesca Fiore e Sarah Malnerich non avrebbero mai immaginato di trovarsi a organizzare un tour per portare in tutta Italia il loro spettacolo, né tanto meno che una grande casa editrice come Feltrinelli avrebbe chiesto loro di scrivere un nuovo libro a meno di un anno dall’uscita del precedente. E invece è andata proprio così: nel 2022 Non farcela come stile di vita è andato così bene che le due autrici si sono subito messe a lavorare su Angele del focolare (entrambi pubblicati nella collana Urrà), da poco arrivato nelle librerie.

Partiamo dallo spettacolo, di cosa si tratta?
“È una pièce teatrale vera e propria e i protagonisti sono i nostri temi di sempre: attraverso il nostro registro – che è l’ironia – raccontiamo la disparità di genere in famiglia, il carico mentale… abbiamo deciso di partire dalla domanda delle domande: perché le donne sono sempre così arrabbiate?”.

 

Leggi l'articolo completo su La Repubblica

 

 

Ogni giorno si celebra una giornata mondiale: della minigonna (6 giugno), degli oceani (8 giugno), del vento (15 giugno) e chi più ne ha più ne metta. E l'1 giugno tocca alla Giornata Mondiale dei genitori, il Global Day of Parents.

Il punto di partenza non può che essere la famosa frase del pediatra e psicoanalista britannico Donald Woods Winnicott che sottolineò come «l'inseguimento del modello del genitore perfetto non è solo inutile ma anche dannoso. Per essere buoni genitori non è importante l'amore in sé bensì la continuità di una relazione sicura che prevede un processo di distacco progressivo, un venir meno adattivo alla condizione di bisogno infantile».

 

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ASCOLTA L'INTERVENTO SU RADIO 1

 

 

Da un blog, passando per i social, tre libri e ora uno spettacolo teatrale. Sarah Malnerich e Francesca Fiore sono il duo Mammadimerda, un nome che racconta bene ciò che da tempo portano avanti: un racconto della maternità lontana dagli stereotipi e dalla perfezione alla quale siamo stati abituati. Uno stile dissacrante, comico, per parlare di temi che sono tutt’altro che semplici. E lo fanno attraverso il loro tour estivo Uno Spettacolo Esecrabile al Sole, 15 tappe dal nord a sud Italia, fino a fine estate. L’occasione per affrontare con ironia temi complessi, dall’equilibrio tra vita privata e lavorativa, fino agli strumenti utili per aiutare i propri figli a usare i social network con consapevolezza.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO di GIULIA PERONA su "OGGI"

 

La nostra intervista a Mammadimerda, il duo di mamme che racconta, in tono dissacrante, la maternità e il rapporto con i figli e al tempo stesso affianca tutte le donne nella mobilitazione sociale per migliorarne i diritti.

Leggi l'articolo completo su Bimbisaniebelli

 

Da Mammadimerda a Mammadimeta è un attimo. E chi l’avrebbe detto che le nostre Sarah Malnerich e Francesca Fiore, paladine del non farcela come stile di vita, antiretoriche per eccellenza, sarebbero diventate portavoce di Meta sulla campagna di sensibilizzazione che la piattaforma (che controlla Facebook e Instagram) dedica ai genitori per un utilizzo responsabile dei social da parte dei loro figli. 

Un tema centralissimo per la società e per le famiglie che viene inserito nello show — con una breve guida per tutti gli educatori, alla quale si potrà accedere attraverso un Qr code che sarà distribuito nei teatri ma che è già da ora consultabile sul sito dedicato — che sta girando lo Stivale in quindici tappe. Uno spettacolo esecrabile al sole tornerà venerdì 23 giugno all’Hiroshima Mon Amour di Torino. 

Leggi l'articolo di Francesca Angeleri sul Corriere.

 

Il caso di Chiara Ferragni e della bimba di 11 anni che l’ha criticata per una foto postata su Instagram, cui poi è stato chiuso il profilo per la violazione dei limiti di età, è solo l’ultimo nella delicata questione del rapporto fra i bambini e i social network.

Più o meno tutte le piattaforme, da TikTok a YouTube, da Facebook a Instagram (con alcune novità importanti annunciate già a metà 2021), hanno ormai strumenti con cui cercano di rendere più semplice e sicura questa convivenza, dal cosiddetto age-gating (la richiesta dell’età in fase di iscrizione) a limitazioni su contenuti e interazioni.

Di recente, però, Instagram ha deciso di fare un interessante passo in più. Interessante e non scontato, perché l’azienda ha creato una partnership con una pagina molto seguita (oltre 185mila follower) ma con un nome non esattamente facile, al netto delle ipocrisie.

Leggi l'articolo completo su La repubblica

 

 

Nel labile confine che i social pongono tra realtà online e mondo reale, cosa possono fare i genitori e le piattaforme, per evitare che altre mamme e altri papà piangano i loro figli? Meta, società della galassia Zuckerberg, ha creato una guida Instagram, per spiegare a genitori ed adolescenti, quali strumenti ci sono per un uso più sicuro della piattaforma.

Per divulgarne l'utilizzo, Meta ha stretto una collaborazione con Mammadimerda, la coppia di mamme dissacranti, formata da Francesca Fiore e Sarah Malnerich, che con blog, libri e spettacoli teatrali rovesciano gli stereotipi sulla figura materna. Dal 5 giugno, con il tour estivo Uno Spettacolo Esecrabile al Sole, si trasformeranno in Mammadimeta: “Abbiamo inserito uno sketch di una situazione quotidiana in cui spieghiamo gli strumenti di Meta per la supervisione dei genitori. Pensiamo che i genitori boomer, come noi, non erano a conoscenza di queste funzioni” spiega Sarah.

LEGGI E ASCOLTA L'ARTICOLO COMPLETO su LEGGO

 

 

l Il loro blog è nato come luogo di satira, ironia e commento dell’attualità che riguarda le donne. È diventato un progetto di sostegno alla maternità “normale”, quella del Non farcela come stile di vita (il primo libro). Ma, anche, in generale, alle donne, le Angele del focolare (il secondo libro, presentato al Salone del libro di Torino), con l’obiettivo di smontare, con ironia, gli stereotipi e le ingannevoli promesse legate al metter su famiglia. Sarah Malnerich e Francesca Fiore, alias il duo di “bad influencer” anima di Mammadimerda, tornano in tour tutta l’estate con con Uno Spettacolo Esecrabile al Sole. E, accanto ai loro “soliti” temi, portati in scena con sarcasmo e allegria, si parlerà anche di sicurezza sui social. 

Leggi l'articolo completo  su Io Donna della Repubblica

 

 

 

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Prima del successo social, prima dei libri Non sei sola e Non farcela come stile di vita (il terzo è in arrivo), prima del live, Francesca era una donna, era una madre, era italiana. Era anche cristiana, in modo preterintenziona- le: «Attraversavo la fase a posteriori nominata“dellacollanadiperle”.Cer- cavo di aderire al modello dominante della mammabene che si sacrifica per quello che viene considerato il benes- sere dei propri figli, dopo una giovi- nezza rock and roll. La maternità ti cambia, è inevitabile, e io mi stavo snaturando per tentare diessere come pensavo di dover essere per diventare una brava madre». Sarah, dal canto suo, aveva già alle spalle almeno un paio di vite, diversi traslochi, un divorzio, qualche lutto: «Mia figlia è arrivata dopo una di quelle fasi in cui vivi da rock star senza esserlo e, soprattutto, senza averne i soldi. Il cambio di passo è stato notevole e lo sbalzo l’ho sentito tutto: ero convinta che con la maternità sarei diventata ordinata. Ma ciò non è successo».

Leggi l'articolo completo: Essere madri imperfetto e non sentirsi in colpa

 

 

 

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Sulla pagina Instagram Mamma di Merda – community social nata nel 2016 da Francesca Fiore e Sarah Malnerich, attiviste e scrittrici dedite a «smontare la retorica della mamma perfetta e lenire i sensi di colpa» – raccontano per prime la loro esperienza del post parto. «Non vogliamo analizzare un fatto di cronaca specifico, ma cogliere spunti di riflessione e l’opportunità di interrogarsi che questo può offrire, valutare se ci sono margini di miglioramento», scrivono.

 

Leggi l'articolo della Stampa completo: Poteva Succedere anche a me

 

"Sulla pagina Instagram MammadiMerda, community social nata nel 2016 da Francesca Fiore e Sarah Malnerich, attiviste e scrittrici dedite a smontare la retorica della mamma perfetta, tantissime donne stanno raccontando la loro esperienza di parto, ma soprattutto del dopo parto. Tantissime donne riportano quella che ha a tutti gli effetti un nome, "violenza ostetrica": denigrate, sminuite nel loro dolore, giudicate, costrette ad andare oltre le loro possibilità per mancanza di aiuto, accusate di essere lamentose e soprattutto umiliate.

La retorica della mamma perfetta

Mettere al mondo un figlio non è certo una passeggiata e chi ha avuto questo privilegio lo sa bene. Sa anche bene che partorire richiede uno sforzo fisico notevole, che comporta una grande stanchezza. E non è da meno chi subisce un'operazione a tutti gli effetti. Che sia naturale o chirurgico, di fatto, un parto richiede un grande impegno fisico che comprta una grande stanchezza, motivo per cui la paziente dovrebbe essere accolta, compresa, curata e lasciata riposare, come ogni altro paziente. Quella mamma 30enne dell'ospedale Sandro Pertini di Roma, è tante altre mamme, come mostra il web che si è stretto intorno al dolore di quella donna e di tutta la sua famigia. Moltissime potevano essere lei, moltissime hanno rischiato la stessa tragedia lamentando che qualcosa sarebbe dovuto cambiare"

 

Leggi l'articolo completo: Neonato morto schiacciato, il web solidale con la mamma. Post-parto da incubo: «Poteva succedere a tutte noi»

 

 

 



NULLA È PIÙ NOCIVO della retorica della madre perfetta. A smontarla, per nostra fortuna, ci pensa il blog Mammadimerda (al bando gli eufemismi!), nato nel 2016 e diventato una community social di oltre 200.000 persone, che «lenisce sensi di colpa e diffonde una sana inadegua- tezza» spiegano le ideatrici Francesca Fiore, 39 anni, e Sa- rah Malnerich, 42, madri di 3 figlie dai 7 ai 12 anni, e ora autrici del libro Non farcela come stile di vita (Feltrinelli). «È una missione ecumenica» dicono. «L’inadeguatezza è quella roba che ti regalano, insieme ai fiori, nel momento in cui par- torisci. La nostra ribellione sta nell’abbracciarla, rivendicarla e soprattutto riderne. Nessuno può dirci come deve essere una madre perché non c’è un modello ideale. Crederlo spin- ge a sentirci inevitabilmente sbagliate. Invece siamo sempli- cemente umane».


SCARICA IL PDF con l'articolo di Donna Moderna.


"La scuola non è un seggio elettorale", la campagna social contro il voto nelle aule


L'organizzazione WeWorld e le blogger di Mammadimerda chiedono di sensibilizzare politici e istituzioni sulla necessità di un'istruzione che metta al centro bambini e famiglie

 


Riaperture a metà settembre, con orari ridotti, dopo due anni e mezzo di scuola a singhiozzo e ora lo scoglio di una nuova chiusura. Perché la maggior parte dei seggi elettorali per il voto del 25 settembre dove sono? Nelle scuole.

"L'estate è diventata un incubo". "Noi siamo entrambi medici dipendenti e abbiamo due bambini piccoli.Siamo costretti a fare le ferie separati". "L'estate italiana è un buco nero che si cerca di riempire con campus centri estivi, ferie, vacanze, nonni e purtroppo uno stipendio non basta". "Un disastro, ho un figlio solo e ho speso quasi tutto lo stipendio in centri estivi. Anche di più se non mi avesse salvata lo smartworking. Inoltre, i bambini in questo tempo fanno tabula rasa di tutto, il mio passa i mesi da ottobre a gennaio a fare solo il ripasso dell'anno precedente". Queste sono solo alcune delle migliaia di testimonianze arrivate a Weworld, organizzazione che da 50 anni difende i diritti di donne, bambini e bambine in Italia e in 25 paesi nel mondo, che raccontano come le famiglie italiane sopravvivono all'attuale calendario scolastico.

Per questo WeWorld e le blogger di Mammadimerda, hanno stretto un'alleanza social per lanciare una campagna che sensibilizzi politici e istituzioni per mettere al centro della scuola le esigenze di bambine e bambini e delle loro famiglie.  Hashtag #scuolanoseggio.

Leggi l'articolo completo : La scuola non è un seggio

 

 

 

 

 

I genitori sono invitati a scattarsi una foto con l’immagine della campagna, per poi ripostarla sui loro profili social taggando @weworldonlus e @mammadimerda con l’hashtag #scuolaNOseggio

“L’estate è diventata un incubo”. “Noi siamo entrambi medici dipendenti e abbiamo due bambini piccoli. Siamo costretti a fare le ferie separati”. “L’estate italiana è un buco nero che si cerca di riempire con campus centri estivi, ferie, vacanze, nonni e purtroppo uno stipendio non basta”. “Un disastro, ho un figlio solo e ho speso quasi tutto lo stipendio in centri estivi. Anche di più se non mi avesse salvata lo smartworking. Inoltre, i bambini in questo tempo fanno tabula rasa di tutto, il mio passa i mesi da ottobre a gennaio a fare solo il ripasso dell’anno precedente”. Sono solo alcune delle testimonianze arrivate a WeWorld, organizzazione che da 50 anni difende i diritti di donne, bambini e bambine in Italia e in 25 Paesi nel Mondo, che raccontano come le famiglie italiane affrontano l’attuale calendario scolastico. Insieme alle blogger di Mammadimerda, in occasione della riapertura delle scuole Francesca Fiore e Sarah Malnerich che nasce per ribaltare gli stereotipi sulla maternità, lanciano la campagna social “La scuola non è solo un seggio elettorale!”, in vista delle elezioni del 25 settembre. I genitori (ma non solo) sono invitati a scattarsi una foto con l’immagine della campagna, per poi ripostarla sui loro profili social taggando @weworldonlus e @mammadimerda con l’hashtag #scuolaNOseggio. L’iniziativa punta a sensibilizzare leader politici e Istituzioni sulla necessità di mettere al centro i milioni di ragazze e ragazzi che ogni giorno siedono in quegli edifici, già problematici, che il 25 settembre ospiteranno le cabine di voto.

 

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 Tre mesi di vacanze estive, dopo due anni e mezzo di scuola a singhiozzo per la pandemia. Sembrava che finalmente fosse tutto finito e si potesse ripartire. Invece no. Il 25 settembre si vota e dove, se non a scuola? Da anni si parla di trovare un’alternativa per i seggi , ma non se n’è mai fatto niente. Per WeWorld e Mammadimerda: «La scuola non è solo un seggio elettorale» e lanciano la campagna social #scuolaNOseggio per sensibilizzare le istituzioni e i politici perché rimettano la scuola al centro della loro agenda.

Sarah Malnerich, che con Francesca Fiore ha creato il blog Mammadimerda, nato come satira contro gli stereotipi sulla maternità e via via sempre più impegnato su tematiche sociali riguardanti donne e bambini, spiega: «Abbiamo cominciato a occuparci del calendario scolastico quando le scuole hanno iniziato a riaprire, dopo il Covid. Ci siamo chieste: i nostri figli hanno perso tanto, in termini soprattutto di relazioni, e ora devono interrompere tutto da capo? Hanno iniziato a scriverci tanti genitori esasperati; per le famiglie i 3 mesi estivi sono un incubo che esaspera anche le differenze sociali: chi può, paga settimane e settimane di campi estivi, chi non può lascia i figli in mezzo alla strada».

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giovani genitori

 

L’appuntamento è su Zoom
alle 10.30. Francesca Fiore è «casualmente puntuale», Sarah Malnerich arriva trafelata alle 10.45: «Scusate, non avevo capito fosse in video, ero in pigiama, sono andata a darmi una sistemata». Risate.
Parte così la chiacchierata con le fondatrici di Mammadimerda, ironico blog nato nel 2016 da una loro idea, che oggi conta oltre 136mila follower su Instagram, e che la scrittrice Michela Murgia ha de
finito «una delle mie pagine femministe preferite». Non contente di diffondere «inadeguatezza da ogni poro del web», Francesca e Sarah hanno ora deciso di farlo anche in un libro: Non farcela come stile di vita.

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Le blogger Francesca Fiore e Sarah Malnerich presentano il loro ’Non farcela come stile di vita’

di Benedetta Cucci

Il ’non farcela’ come stile di vita è diventato il loro biglietto da visita. Tutto il contrario di un pensiero corrente che in particolare molte donne cercano di introiettare ripetendosi: "Sono una roccia, sì, sono una roccia". Francesca Fiore e Sarah Malnerich non ci hanno mai tenuto a sentirsi fortissime, ad avere tutto sotto controllo. E per raccontare le loro avventure di vita quotidiana, hanno appunto scelto il moniker ’Mammadimerda’ e creato il famoso blog, ammettendo una grande inadeguatezza, soprattutto nei confronti dell’essere madre. "Se l’iconografia di Mammabene ti sta stretta e pensi che ci sia bisogno di un modo diverso di raccontare la maternità, stai qui": ecco il messaggio di benvenuto alle porte della loro dimora online, dove hanno elaborato il loro progetto di riscatto della donna imperfetta o inadeguata, la rivincita sulla Mammabene, "su quel tipo di narrazione che ci ha lese per troppo tempo". Ora le ’cattivissime’ mamme di Val di Lanzo, che nel 2016 decisero di raccontare la maternità da un nuovo e dissacrante punto di vista, hanno scritto un libro: ’Non farcela come stile di vita - Una guida per diversamente performanti ’, senza tropo girarci attorno, ancora una volta, che presenteranno domani alle 18 alla Feltrinelli di piazza Ravegnana. Nel blog (seguito, grazie al clamoroso successo, dai profili instagram e facebook e dall’e-commerce) gli articoli vengono divisi in sei categorie con titoli che non lasciano scampo: Merdismo, Scuolismo, Nonnismo, Vacanze Forzate, Giovedì Gnocca e Corpopositività. Brevi pensieri, veloci aforismi, articoli, foto vintage con dialoghi posticci assolutamente fuori contesto rispetto all’immaginario, le Mammedimerda hanno ampiamente coinvolto mamme e donne italiane, arrivando a creare una community dalla singolare empatia.

 

 



"Mammedimerda", dal blog alla carta stampata. "Predichiamo il diritto a seguire modelli di insuccesso"

 

 

 

Eccole, le donne. Madri perfette, mogli felici, professioniste in carriera. E avanti così, ogni volta con un nuovo stereotipo a cui dover assomigliare. Maternità, empowerment, dover essere e dover arrivare, e poi? E poi ci sono le donne vere, quelle che a un certo punto mandano i figli dalla nonna per uscire con le amiche, si siedono sul divano con la voglia di fare niente, scendono dai tacchi e posano il telefonino. E al diavolo il multitasking. "Questo libro racconta alle donne, ma non solo, che non si deve sempre tirare dritto" spiegano Francesca Fiore e Sarah Malnerich, fondatrici del blog Mamma di merda, ora in libreria con "Non farcela come stile di vita", edito da Feltrinelli.

Leggi l'articolo completo : Mammadimerda, dal blog alla carta stampata

 

 

MammadiMerda, il miraggio della conciliazione: evviva la nostra inadeguatezza

DI ELISABETTA AMBROSI



 

La Storia la scrivono i vincitori. O, nella versione migliore, le vincitrici, quelle raccontate in tanti libri sulle donne che ce l’hanno fatta. Ma chi dà voce a tutte le altre donne, la maggioranza, che invece hanno fallito, quasi sempre perché schiacciate dalla fatica e da troppe incombenze? Francesca Fiore e Sarah Malnerich, note curatrici del blog ironico MammadiMerda, hanno deciso da tempo di rappresentare questa moltitudine affranta. E oggi proseguono questa missione scrivendo Non farcela come stile di vita. Una guida per diversamente performanti (Feltrinelli). Sempre con gli stessi obiettivi: diffondere inadeguatezza e lenire sensi di colpa. Partendo dalle proprie storie, che non sono, rivelano, storie di glorioso “empowerment”, ma biografie segnate da licenziamenti, separazioni e nessun avanzamento di carriera. 


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Piccole strategie per liberarsi del «lavoretto»

L'8 maggio arriva, implacabile, la Festa della Mamma. Le autrici di Non farcela come stile di vita (Feltrinelli) nonché blogger di Mammadimerda spiegano come superarla

 

Festa della mamma. Ci risiamo. Il primo ostacolo che ti trovi ad affrontare è la definizione della data. Quando cade? In una giornata fissa, come il Natale? O è instabile e ballerina come la Pasqua e il Carnevale? E perché nel cervello ti lampeggia un alert sull’8 maggio? Per fortuna esiste Google. E il marketing delle aziende, che cominciano a promuovere l’evento per ricordarlo a tutte noi. Purtroppo lo ricordano anche alle maestre dei tuoi figli, che impiegano quello stesso tempo su Pinterest, cercando un manufatto da replicare e recapitare a domicilio. I segnali dell’allestimento della «sorpresa» sono inequivocabili: improvvisamente spariranno i rotolini di carta igienica dal bagno, quegli stessi che nessuno oltre te si ricorda mai di destinare alla raccolta differenziata. Prima di gioire quando si verificano miracoli di questa portata, ti fermi e ragioni: quanti giorni mancano alla prossima festività? Coltivi il dubbio, eppure ancora speri che siano le tue strategie educative ad aver dato dei frutti. Ma quando troverai uova orfane di involucro nel frigo, bottiglie prive del tappo e sul diario campeggerà l’avviso sinistro «si prega di portare porporina argentata e colla vinilica», non avrai più dubbi: stanno fabbricando «il lavoretto». 



















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MammadiMerda: «Altro che empowerment, noi rivendichiamo il diritto di non farcela»

Di Francesca Angeleri, Corriere.

 

 

E oggi donne, proprio oggi che è la festa della mamma: alzatevi e «inadeguatevi». Toglietevi ‘sto mantelletto da Wonder Woman (quello liso, con le macchie d’unto e di pennarello, insomma lo strofinaccio), scansate i fiorellini che (forse) vi hanno regalato e uscite a comprare Non farcela come stile di vita , il nuovo libro di MammadiMerda. Anzi no, uscite e bevetevi un bicchiere di vino con un’amica perché il libro (pubblicato da Feltrinelli) esce il 12 maggio e sarà al Salone del Libro il 19. Lo hanno scritto Sarah Malnerich e Francesca Fiore, le fondatrici e ideatrici di un blog e di un account Instagram (130mila follower) che Michela Murgia ha definito: «Una delle mie pagine femministe preferite». Dall’apertura del pre-ordine sono state prime in classifica su Ibs e Feltrinelli. A breve usciranno con un podcast tratto dalla rubrica: «Dimmi che sei una mamma di merda senza dirmi che sei una mamma di merda».

 

Leggi l'articolo completo : MammadiMerda: «Altro che empowerment, noi rivendichiamo il diritto di non farcela»

 

 

 

 

 

Ha ancora senso parlare di maternità, e di festa della mamma, oggi? Non si sono forse già spese troppe parole, troppi commenti, troppi libri? Per nulla: parlare dell’essere madri negli anni Duemila, in Italia, è ancora fondamentale, perché il dibattito pubblico sulla maternità ha fatto pochissimi passi in avanti. Anzi, in sostanza solo uno.

Si è passati dall’esaltazione della madre devota - dedita ai figli, con o senza lavoro non importa perché comunque secondario, regina della casa - alla celebrazione di due modelli, solo in apparenza migliori: quello della madre multitasking e quello della madre imperfetta. Modelli che il libro delle autrici del blog ironico Mammedimerda Francesca Fiore e Sarah Malnerich, Non farcela come stile di vita (Feltrinelli) sgretolano allegramente entrambi (qui il video del loro TedxRovigo Contro il concetto del multitasking).

 

Leggi l'articolo comlpleto : La Svolta: e chi m'ammazza? 

Ascolta l'opinione di Elisabetta Ambrosi

 

 



Le blogger di Mammadimerda e il diritto di “Non farcela”

Dal 21 al 23 maggio si tiene a Milano il WeWorld Festival, una vera e propria kermesse organizzata da WeWorld, l'Ong italiana che, da oltre 50 anni, difende i diritti di donne e bambini in 27 Paesi. Tre giorni di talk, dibattiti, performance e mostre (con accesso gratuito) per parlare di empowerment femminile. Il tema centrale di questa 11esima edizione sono gli stereotipi, soprattutto di genere, ma non solo, che costituiscono ancora il fondamento della mancata inclusione di molte donne nella vita sociale, politica, economica e culturale del nostro Paese.
E proprio degli stereotipi su donne e maternità abbiamo parlato con le due autrici di Mammadimerda, il blog satirico che prova ogni giorno, dal 2016, a intercettare i bisogni dell'universo femminile. Nell’ultimo anno, Francesca Fiore e Sarah Malnerich hanno utilizzato questo mezzo come collettore delle istanze delle donne, portando avanti campagne per il riconoscimento di misure a sostegno delle madri e contribuendo alla nascita di ben due movimenti spontanei, uno per il diritto all’istruzione, e l’altro, il Giusto Mezzo, che ha raccolto l’iniziativa Half of It, dove garantiscono idee per una ripartenza alla pari.


 

Link all'articolo: Le blogger di Mammadimerda e il diritto di “Non farcela”

 

 

 

Mamme ribelli sui social

 

Frida e Leda sono figure nate dalla fantasia narrativa, ma la realtà non si discosta poi tanto. Basta osservare i social media. Su tutti, il profilo Instagram Mammadimerda, un nome che non lascia spazio ai dubbi, o quello dell’attrice comica Brenda Lodigiani, mamma di una femmina di 4 anni e di un maschietto di 1, che nelle sue stories svela il chiaroscuro della maternità.

Link all'articolo: Se una mamma dice: «Prima io poi i figli»

 

Storie di Svolta

 

Se ti allontani da un supposto standard della maternità, vieni (neanche troppo) sottilmente additata di essere una mammadimerda. Non è allora più facile dirselo da sole e tirare dritte?
Questo il ragionamento fatto da
Francesca Fiore e Sarah Malnerich che non si ritrovano nella narrazione ufficiale delle maternità e nel 2016 aprono il loro blog dal nome, per l’appunto: “Mammadimerda”.
Dissacranti, ironiche soprattutto vere.
Ed è proprio la loro verità lo specchio in cui, per la prima volta, tantissime donne si riconoscono, visto che fino a quel momento nessuno sui media aveva mai avuto il coraggio di raccontare cosa fosse davvero l’esperienza della maternità. Dal grande successo del blog  “Mammadimerda” decidono di metterci anche la faccia sui social, il loro obiettivo rimane sempre quello di normalizzare l’imperfezione e la fallibilità per le donne, anche nella maternità. Non a caso uno dei loro slogan è proprio “Non Farcela” per raccontare le ansie e la fatica che ogni donna si trova a dover affrontare. E che le rende orgogliosamente reali.
Utilizzano l’ironia per far riflettere, spingono le donne a raggiungere una nuova consapevolezza, una forza che non credevano di avere e soprattutto fanno loro capire di non essere sole. Tra l’altro il titolo del loro primo libro è proprio: “Non sei sola”, che anticipa il secondo in uscita per Feltrinelli. Negli ultimi due anni hanno trasformato la loro presenza sui social facendosi collettrici dentro e fuori la Rete delle istanze delle donne, soprattutto le madri, le più colpite dalla pandemia.
Ma tutto questo non è un “giochino” le @mammadimerda sono due imprenditrici, creatrici e professioniste che lavorano ogni giorno per il loro progetto.

La Svolta, che si occupa dalla sua nascita di raccontare le persone e i luoghi dell’anima dove le scelte prendono una direzione, non poteva non intervistarle. Loro che hanno prestato ironia, e allegria alla campagna adv di un giornale chenon c’era, sui tram di Milano. Loro che, senza troppe cerimonie, riescono a incidere, e cambiare le cose. Anche questo è, dopo tutto, la mission de La Svolta. Celebrare chi celebra ogni giorno diritti, ambiente, futuro. @lasvolta.it

Link al video: Storie di svolta

 







Mammadimerda - TEDxRovigo

 

 

 

Sono Sarah Malnerich e Francesca Fiore, e hanno inventato il blog più dissacrante, ironico, disturbante e femminista in circolazione.
Due mamme imperfette come tante altre che hanno iniziato a raccontare la maternità in una maniera completamente nuova, lontana dall’immagine della madre perfetta e infallibile.
Nel 2016 hanno aperto un blog dall’esplicativo nome “Mammadimerda”, dove con sarcasmo descrivono la vita e i problemi che ogni maternità porta con sé. Molte donne si riconoscono in quanto raccontato, si sentono affini alle loro esperienze e sono felici di aver finalmente trovato qualcuno che dia voce alle proprie esigenze, difficoltà e frustrazioni.
Mammadimerda è prima blog, poi pagina Facebook e dal 2018 anche su Instagram dove ha già più di 120 mila follower. Oggi è una delle più importanti realtà social che si occupa di donne e maternità. Durante la pandemia hanno cominciato a fare attivismo, diventando megafono del disagio che stavano vivendo le donne, hanno riempito le piazze chiedendo fondi per la parità di genere e per la riapertura delle scuole. Continuano a supportare temi di forte impatto sociale, si sono rese megafono della loro community.
Il loro progetto è il riscatto della donna imperfetta o inadeguata, la rivincita sulla Mammabene, su quel tipo di narrazione che le ha lese per troppo tempo. Cosa fanno tutti i giorni? Diffondono inadeguatezza e leniscono i vostri sensi di colpa.

 

Link all'articolo: Mammadimerda - TEDxRovigo

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Mammadimerda al Social Media Festival.

 

 

Ha preso il via sabato scorso il Social Media Festival allo Urban Digital Center – Innovation Lab di Rovigo, realizzato nell’ambito del progetto di animazione della prima Social Media House. Un’intera giornata di incontri – laboratorio per riflettere sulle opportunità che la rete ci dà di crescere e creare comunità online.

Tre gli ospiti speciali che hanno animato e attivato i partecipanti: Enrico Galiano, professore e scrittore, che ha condiviso i suoi segreti per una comunicazione sincera e trasparente,  Sarah Malnerich e Francesca Fiore, fondatrici di @Mammadimerda, che con sarcasmo hanno raccontato il loro percorso sui social e mostrato che dalla condivisione di prospettive e difficoltà possa nascere una community in cui si mischiano spontaneamente sostegno, empatia e spensieratezza.

Link all'articolo: Laboratorio per riflettere sulle opportunità della rete

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Vodzilla sul Gambero Rosso

 

 

Francesca Fiore e Sarah Malnerich. Sono loro le creatrici di Mammadimerda, prima blog, poi pagina Facebook e dal 2018 anche su Instagram. “Fin dall’inizio è stato un modo per rovesciare lo stereotipo sulla maternità”, raccontano, “nella quale si tralasciava sempre un dettaglio”. O anche più di un dettaglio, un macigno aggiungiamo noi. “Era una narrazione, specie sui social, tutta gioia e organizzazione che nascondeva la fatica, la rabbia, la sensazione di inadeguatezza o di stare sempre sulla soglia del burnout. Abbiamo voluto dissacrare un po’ questa figura mitologica che è la mamma in Italia”. Il tutto condito con una buona dose di ironia e autoironia che ha conquistato più di 100mila follower, per il 96% donne che si sono riconosciute e identificate, “in molte ci scrivevano e ci scrivono tuttora di sentirsi meno sole”.

 

 Il liquore di Mammadimerda

Il motivo che ci ha spinto a intervistare Francesca e Sarah è il lancio del loro liquore che – chi le segue da un po’ lo sa bene – fa sempre parte della loro narrazione: “Le madri, per sopravvivere, devono farsi un drink a fine giornata, è la nostra scappatoia serale. Poi è una maniera per confutare quella tesi per cui se sei mamma dismetti quello che eri prima, non ti piace più uscire, non ti piace più farti un aperitivo per i fatti tuoi”. Di più: se, invece, ti va e lo dici pure, sei decisamente una Mammadimerda. “È la vera rivendicazione della Mammadimerda, adesso abbiamo pure il nostro drink, tiè!”.


Come è fatto Vodzilla

Tutti ingredienti del territorio o al massimo italiani, dal grano tenero usato per la vodka, allo zenzero lavorato fresco e spremuto, fino alla camomilla: “Le parti aromatiche vengono distillate da erbe che raccolgono in natura, che coltivano loro o che comprano da piccoli produttori locali. A questi tre ingredienti, poi, ci abbiamo aggiunto la scorza di bergamotto dalla Calabria, che dà un twist molto caratteristico”. Il liquore si chiama Vodzilla – da vodka, zenzero e camomilla – è rosa (pure il colorante utilizzato è naturale) e il logo, ideato dalla bravissima Giuditta Matteucci, non poteva che essere una dinosaura rosa: “Un po’ perché richiama Godzilla, un po’ perché è esistita veramente una dinosaura che condivideva l’accudimento delle uova con il maschio (la maiasaura), un po’ perché ci sentiamo una specie di mostra, mezza madre e mezza merda”. Come si fa a non amarle?

 

Link all'articolo: Vodzilla: il liquore del blog Mammadimerda
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Premio Torinesi dell'anno

torinesi dell'anno

Le Torinesi del 2020 sono Francesca Fiore e Sarah Malnerich, ovvero le animatrici del seguitissimo blog Mammadimerda. Il duo ha, di poco (44,6%), superato l’infettivologo Giovanni Di Perri (43%). Un testa a testa supportato da una marea di voti online (ben 30.677).

Link all'articolo«Noi in politica? Ci basta fare movimento per le donne»
Scarica PDF: Corriere Torino, le Torinesi del 2020

 

Intervista su DAGOSPIA

“Diffondiamo inadeguatezza e leniamo i vostri sensi di colpa” – l’ironico progetto di Francesca Fiore e Sarah Malnerich, geniali mamme ideatrici di “mammadimerda”, il blog da 100mila follower che sfancula l’idea della mamma perfetta: “la mammadimerda accetta di sentirsi inadeguata al ruolo e rifiuta l’idea che la maternità rende le donne tutte perfette…”

Link all'articolo«Diffondiamo inadeguatezza e leniamo i vostri sensi di colpa». 
Scarica PDF: Dagospia, Mammadimerda


TEDxVicenza, L'Altro Binario

Sarah Malnerich e Francesca Fiore - aka @Mammadimerda - online raccontano una maternità fatta di felicità ma anche di difficoltà, senza sensi di colpa o giudizi. Durante e dopo il lockdown hanno avviato una campagna per sensibilizzare sulla riapertura delle scuole e sui grandi trascurati di queste fasi di riapertura, i bambini.

Link al video: Viaggio nei futuri possibili


Ospiti a FORUM

Sarah Malnerich e Francesca Fiore - aka @Mammadimerda sono ospiti di Forum con Barbara Palombelli, che conduce la nuova edizione dello storico programma che vede due contendenti affidare la soluzione del loro contrasto al giudizio di un giudice arbitro.

Link al videoForum Mercoledì 18 novembre, Canale 5

 

WIRED, 9 MUSE 2020

L’imprenditrice “multipotenziale” Veronica Benini racconta l’evento del 21 novembre, che sarà per forza di cose interamente in streaming (ma l’obiettivo resterà quello di ispirare il clic del cambiamento). Con l’augurio che il format arrivi in tv, on demand su una piattaforma tipo Netflix

Link all'articolo: “Solo quando hai qualcosa da dare, puoi davvero ricevere”
PDF da scaricare: 9Muse Online

 

Desiderare il mondo: Michela Murgia

Michela Murgia presenta "Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più" (Einaudi) con la sociolinguista Vera Gheno. Al minuto 22 parla di noi!

Link al video: Desiderare il mondo

 

Il Fatto Quotidiano: Sii pinguina

Controcultura pedagogica che sfida il senso comune. Uno studio prodotto da un candidato al Phd dell’Università Bicocca analizza il dissacrante blog, ormai “fenomeno” Mammadimerda, e ne studia il potenziale.

Anzi, più che potenziale, la potenza, visto che il gioco di opporsi stoicamente alla morale “montessoriana” per ammettere – e soprattutto condividere – la propria imperfezione è non solo un successo. E’ – anche – il caso del 2020. Anno nel quale alle donne ne sono successe di tutte, e l’esser “pinguina” è diventato il leitmotiv di tante mamme disperate, ironiche o, come le definiscono loro, “inadeguate”.

Link all'articolo: Sii pinguina, Viva la Mammadimerda
PDF da scaricareControcultura pedagogica che sfida il senso comune

 

Vanity Fair: La «P» maiuscola

Nelle chat dei genitori la scuola è già iniziata. L’8 giugno ci si era salutati frettolosamente, con una gioia da ultimo giorno mai avuta neanche da studenti, dopo tre mesi di homeschooling travestito da didattica a distanza e di smartworking nei casi più fortunati. Ora, con i nuovi orari (ridotti) comunicati dagli Istituti, le notifiche di WhatsApp sono esplose. «Tutto previsto», spiega Francesca Fiore, due figlie di 10 e 7 anni alle elementari, che con Sarah Malnerich, una di 5 anni alla materna, nel 2017 ha fondato il profilo social Mammadimerda, volendo scherzare sulla maternità «santificata» nel nostro Paese. «Con il nostro stile, ironico e leggero, avevamo iniziato ad affrontare i temi del lockdown, poi ci siamo rese conto che la nostra base ci dava segnali diversi». Per capirci: Mammadimerda ha 25 mila follower su Instagram e 60 mila su Facebook, la maggior parte tra i 35 e i 44 anni e al 94% donne.

Link all'articolo: La «P» maiuscola
PDF da scaricare«Priorità alla scuola»

 

SULL'ESPRESSO

 


Fare e disfare la “buona” maternità online

Davide Cino — Università Cattolica del Sacro Cuore (Italy) — Contact: davide.cino@unicatt.it

PhD Candidate in “Education in Contemporary Society” at the University of Milan-Bicocca, ci cita sulla rivista scientifica per la tesi di Laurea. 

Link all'articoloConstructing and De-constructing the “Good” Mothering Framework Online

 

La Stampa

Flash mob stamattina in piazza Castello da parte di “Il giusto mezzo”, un gruppo di donne della società civile, attive nel mondo del lavoro in diversi settori e con competenze diversificate. Chiedono che i fondi del recovery fund siano utilizzati per i diritti delle donne e per politiche atte ad ampliare la parità di genere.

Link all'articolo: In piazza Castello un flash mob per i diritti delle donne

 

Corriere Economia

Siamo citate sulla prima pagina del Corriere Economia.

 

 

Unomattina

“MAMMADIMERDA

Rai 1 e TG1 presentano Unomattina - Lo storico contenitore della mattina di Rai1 si occupa come di consueto di attualità italiana ed estera, politica, econom ia, medicina, benessere, cronaca e della promozione del territorio. Si affronteranno quotidianamente, con ospiti in studio ed in collegamento, i temi caldi della politica, dell'attualità e della cronaca. L'angolo web consente di tenere sempre aperta , in tempo reale, una finestra su ciò che accade nel mondo. Conducono Monica Giandotti e Marco Frittella Regia di Maria Cristina Bordin

Link al video: I genitori per un nuovo calendario scolastico

 

Scuola, a Torino la protesta contro la Dad

Loro hanno bisogno di socialità, hanno bisogno di stare insieme, hanno bisogno di fare didattica in presenza ancor di più a quest'età sicuramente. Genitori, insegnanti e studenti in piazza per gridare il loro no alla didattica a distanza lo fanno al microfono, in piedi su una panchina, a mò di palco improvvisato con gli slogan disegnati sui cartoncini davanti alla sede della regione nel centro di Torino. Il flash mob è organizzato dal comitato Priorità alla Scuola, centri commerciali aperti, musei e scuole chiuse, cultura e istruzione non sono una priorità in Italia, denunciano.

Link al video: Priorità alla Scuola

 

La 27esima Ora

Oggi - lo confesso - avrei voluto finalmente parlare un po’ male di alcune donne (spoiler: non lo farò). Avrei tanto voluto parlare un po’ male delle mamme bene, quelle che dall’alto della loro perfezione emettono sentenze sulle mamme che hanno fatto scelte apparentemente più “libere” e che spesso hanno solo vite più incasinate, le mamme di merda. Entrambe le definizioni non sono mie, ma sono tratte dal libro Non sei sola. Fenomenologia della mammadimerda, scritto da Sarah Malnerich e Francesca Fiore, le due co-fondatrici dell’omonimo blog e animatrici di un ecosistema social di successo seguito da migliaia di persone.
Il libro con cui approdano su carta – spassosissimo, si legge in un paio d’ore – è una irriverente, divertente, dissacrante disamina della maternità al giorno d’oggi: dal parto alle vacanze, passando per tutte le tappe della scuola dell’obbligo, pidocchi inclusi. Un esistenzialismo basato sull’apparente dicotomia tra mamme di merda, appunto, e mamme bene. E che invece stabilisce in maniera potente un principio saldo, che dovremmo fare nostro tutte noi: non siamo sole.

Link all'articoloAvrei voluto essere un mamma perfetta
PDF da scaricareAvrei voluto essere un mamma perfetta

 

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Rassegna Stampa su il Giusto mezzo

 

Il Fatto Quotidiano

Il fatto quotidiano


Il 13 ottobre con l’hashtag #nonègiusto Il Giusto Mezzo ha organizzato un flashmob davanti a Palazzo Chigi, per riportare l’attenzione sulle loro richieste. “Le persone, donne e uomini, ci ascoltano. Perché quello che chiediamo è un’esigenza per tutto il Paese”

Link all'articoloMetà dei soldi del Recovery fund vada a favore delle donne


La Stampa

https://video.lastampa.it/roma/la-meta-del-recovery-fund-per-le-donne/122634/122757

Durante un flash-mob in piazza del Pantheon a Roma hanno parlato decine di donne per chiedere che metà dei fondi del Recovery Fund siano spesi in nidi, parità salariale, supporto alla maternità e alla cura, misure che rendano meno complesso per le donne lavorare.

Link all'articolo"La metà del Recovery Fund per le donne"

 

ALLEYOOP il sole 24 ore

 

ALLEYOOP il sole 24 ore

 


Nel giorno in cui gran parte dell’Italia riapre le scuole, le donne della società civile che durante la pandemia si sono attivate – il movimento Dateci Voce, che ha chiesto e ottenuto un riequilibrio delle task force per garantire una più equa rappresentanza femminile, MammadiMerda, Le Contemporanee, Noi Rete Donne, Gammadonna e la componente italiana di #halfofit – scrivono una lettera aperta al governo e al premier Giuseppe Conte e la offrono a tutte le organizzazioni che vorranno sottoscriverla.

Link all'articoloScuola, nidi, cura, lavoro


Repubblica


repubblica.it, recovery fund, le attiviste del giusto mezzo a Roma in piazza

"Le donne si sentono abbandonate, tutto è ricaduto sulle loro spalle sia nell'assistenza ai figli o agli anziani - racconta l'autrice del blog 'Mammadimerda' Sarah Malnerich -. L'Italia è il paese che in Europa percepirà più soldi dal Recovery Fund. È un'occasione unica, cerchiamo di essere lungimiranti negli investimenti"

Link all'articolo: Le attiviste del "Giusto mezzo" in piazza a Roma

 

CORRIERE 27Esima ora

Giustomezzo ovvero meta mela 27 ora corriere

 

Una idea nata da un gruppo di donne della società civile – già attive durante la pandemia - per porre un tema di metodo, oltre che di merito, su come saranno spesi questi fondi europei e rivendicare “la metà della mela” come suggerisce anche il logo della iniziativa. Tra i movimenti promotori: #DateciVoce, GammaDonna, European Women Alliance, Le Contemporanee, MammadiMerda, Prime Donne.

Link all'articolo#GiustoMezzo, ovvero la metà della mela

 

Campagna #NONCISIAMO

campagna noicisiamo

Durante il CV (qui il video manifesto)



 

 

 

Uscire su Vanity Fair Italia è uno di quei traguardi da segnare sul calendario, lo abbiamo letto avidamente per anni ed...

Pubblicato da Mammadimerda su Sabato 12 settembre 2020



AGI

La campagna #NONCISIAMO su Agi

 

 

Le due mamme che lottano per far inserire i bambini nella "Fase 2". Sarah e Francesca, a colpi di #noncisiamo, stanno mettendo al centro dell'agenda governativa un tema molto importante per tanti italiani. Fondatrici del dissacrante blog “mammadimerda” adesso guidano la rivolta dei genitori.

Link all'articolocampagna social #Noncisiamo

 

CORRIERE SELLA SERA

La campagna Mammadimerda #NONCISIAMO

 

#noncisiamo è l’hashtag della campagna social lanciata dal gruppo Mammadimerda, il blog da 52 mila follower che tratta la maternità con toni ironici, che ha l’obiettivo di far arrivare al governo le domande urgenti delle madri, invitandole a farsi una foto con il cartello «Chi pensa ai bambini» e taggare le ministre all’Istruzione Lucia Azzolina e alle Pari Opportunità Elena Bonetti.

Link all'articolo«Non ci siamo»


La Stampa

La campagna Mammadimerda #NONCISIAMO

 

Francesca Fiore e Sarah Malnerich, due mamme torinesi, lanciano la campagna social #noncisiamo #chipensaaibambini attraverso il blog https://www.facebook.com/mammadimerd/(con 52 mila follower) non risparmiando aspre critiche al governo e inoltrando al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alle Lucia Azzolina Elena Bonetti

Link all'articolo“Chi penserà ai bambini?”

  

L'aria che tira - LA7 

La conduttrice televisiva celebra la nostra presenza auto-definendosi una MdM!

 

 

 

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