La psicoteramerda: LO SQUALO

"Gentile Dottoressa Medea, sono una donnadimerda, in quanto ho scientemente evitato di diventare madre. A onor del vero la mia età mi concede ancora forse due o tre anni di bonus per provare a cambiare idea, ma  la voglia che ho io di accogliere un qualsivoglia minorenne nella mia vita è pari alla tonicità scrotale dell'Illustrissimo Suo Cognato. Il mio compagno accetta, come credo accetterebbe di buon grado anche un'inversione di tendenza, il tempo non è in questo caso un grosso problema per gli uomini quindi non è certo lui che fa pressione. Chi fa pressione è il resto del mondo, che a quanto pare non ritiene possibile ch'io sia soddisfatta della mia vita senza figli, e ride (RIDE, ridono, è una cosa che mi manda in bestia) quando dico che non ho progetti da quel punto di vista, come se le parole di una donna che dice di non avere alcun desiderio di maternità fossero qualcosa da non prendere sul serio. Il mio carattere indipendente e volitivo si sta incrinando, io che me ne fottevo di tutto inizio a soffrire il fatto di venire indicata come una scolaretta indisciplinata che ha ancora una lacuna da colmare e questo mi porta a interrogarmi sul mio sentire: il bestemmiodromo che mi sale quando ricevo certe osservazioni è sintomo di qualcosa che sto negando a me stessa, oppure semplicemente le persone è gente che non si regola?"

 

Cara amica, ma allora io non servo a un cazzo?

Intanto: evviva essere donnedimerda. Solo una donnadimerda può essere (o non essere) una mammadimerda. Poi: l'hai detto tu. Hai scelto SCIENTEMENTE. Vuol dire che hai valutato se desiderassi figli. Non so quanti anni tu abbia, ma posso raccontarti una storia.

Quando avevo 16 anni, sognavo col mio primo fidanzatino (che ora somiglia allo scroto de mi' cognato visto da dietro, me so' data una salvata!) di fare bambini. Cinque, per una squadra di calcetto. Otto, per una squadra di calciotto. Nel gruppo di conoscenti, questo di solito veniva accolto con una risatina. Perché i bambini che sognano di fare i bambini sono teneri. Avevo una carissima amica, che in verità ho anche ora, che invece dichiarava di non volere figli, sempre a 16 anni. A me nessuno tentò mai di far cambiare idea. Lei veniva trattata come trattano te: con supponenza, risatina, scrollatina di spalle, quando starai con qualcuno seriamente, quando avrai una storia. Come se il cazzo avesse il potere taumaturgico di farci decidere di fare figli. 

La mia amica ha recentemente compiuto 40 anni, e non ha mai cambiato idea. MAI. Nemmeno io ho mai cambiato idea. Eppure, quella "strana" è lei. Ti suona familiare? Ho sempre trovato affascinante questa sua fermezza, questa capacità che aveva a 16 di leggere le proprie idee, desideri e aspirazioni.

Capirai che non posso farti un parallelo con un animale. Gli animali, anche gli squali, che se magnano i figli, non hanno un freno all'istinto riproduttivo. Ma noi non siamo squali. Noi ci vestiamo. Ci curiamo. Scegliamo. Usiamo metodi contraccettivi (o non li usiamo). Proprio per quell'avverbio che hai usato nella tua lettera: SCIENTEMENTE. Fare un figlio non è un obbligo, un vezzo e nemmeno un sogno. È mettersi in casa uno sconosciuto da crescere, sperando di non fare troppi danni.

Chi lo fa non è meglio di chi non lo fa.

La maternità e la paternità si esprimono in mille modi. Quando aiuti un anziano ad attraversare. Quando consoli un'amica che piange. Quando curi il tuo compagno (ma fasse sposa' mai?) moribondo con 36.9 di febbre. Allora sei madre (o padre, perché no?).

Dopo questa premessa, mia adorata squaletta, ti rigiro la domanda. Non vuoi un figlio o te lo stai negando? E ti do anche la mia risposta: in entrambi i casi, sono affari tuoi. Perché la gente non si regola.

Nuota, cara amica squaletta. Lascia parlare i maligni pesci-pilota, se sei così dall'inizio dei tempi un motivo ci sarà. 

Famme sape'.

1 commenti

ned

fare figli è una scelta non un obbligo

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