DOMENICA

È domenica. Ti svegli piena di buone intenzioni e decidi di portare tua figlia a trascorrere la giornata al Bosco Incantato perché oggi ti senti una persona meglio e una mamma da competizione. 

A metà dell’autostrada comincia a impuntarsi che non vuole andare perché ci sono gli orchi. Cerchi di convincerla che è un posto meraviglioso e che sputerete a tutti gli orchi, tiri fuori il meglio di te in quanto a persuasione e pazienza, ma lei no, ha deciso che il Bosco fa schifo, la domenica fa schifo e la macchina puzza (vero).

Dentro ti parte il grande monologo interiore: “Ma che cazzo me ne frega a me del Bosco Incantato, io volevo andare all’Ikea e lasciare te e tuo padre allo Småland. Buttare 200 carte in sturacessi fucsia svedesi e passare tutto il viaggio di ritorno a convincere tuo padre di quanto spazio ci faranno risparmiare quelle imprescindibili grigliette con le ventose; poi arrivata a casa svuotare il feticcio blu, il bustone 80x60 che ti mette allegria solo a vederlo posato per terra in salone, guardarlo e pensare che lì dentro c’è la svolta al mio disordine, impilare le confezioni di tovaglioli per gradazione di colore, dividendo colori caldi e colori freddi. E poi cercare di ricordare il motivo che mi ha spinto a comprare le ennesime ciotoline, ché non invito gente a casa dal finale di Lost. Probabilmente erano solo irresistibili senza alcuna virtù come molti dei miei ex”.

A questo punto delle tue divagazioni e della domenica, i capricci in macchina si sono fatti così ingestibili, che preferisci metterti a parlare con la tua colite, anch’essa indomabile al punto che neanche Enterogermina Scoregge può nulla, ma almeno lei la capisci più di tua figlia e non si lamenta di andare al Bosco Incantato. 

Prossimo fine settimana tutti a mangiare polpette di alce.

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