Com'era vestita?

“Ha sorriso e non ha detto niente”, “Ha accettato un ruolo di immagine”, “Nessuno ha chiesto l’opinione della ragazza che sedeva muta e compiaciuta”.
Il passo successivo è: “Se l’è andata a cercare”.
Assisto ad una rappresentazione oscena che offende me e tutte le altre, che lede la mia dignità e quella delle donne tutte.
Le battaglie di civiltà si combattono per tutti.
Per chi ha la consapevolezza, per chi non ce l’ha, per chi non ce l’ha ancora, per chi non ce l’avrà mai, per chi non può esercitarla.
Per mia figlia.
Vorrei che quando sarà grande non debba ritrovarsi magari in imbarazzo davanti a un datore di lavoro che afferma candidamente di sceglierla per la propria avvenenza e per la capacità di stare un passo indietro ad un uomo.
Vorrei anche che potesse sentirsi libera di dire qualcosa o rimanere muta in un angolo.
Vorrei che una donna non debba sempre dimostrare di essere qualcosa.
Vorrei che una donna potesse decidere liberamente come usare il proprio corpo senza essere giudicata: un’incapace senza qualità, una cretina, una mignotta.
Vorrei che una bella donna potesse rimanere in silenzio se ritiene.
Osservateci come un Francesco De Gregori, “il principe” elegante e schivo; uno splendido, impacciato e timido Raul Bova; un Marlon Brando con la vagina.
Anzi, vorrei non dover fare paragoni con un uomo.

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