Incontinenza a Leocazzolandia

Sono le 12.15 e avrei la pausa per pisciare.

Sono in fila da 24 minuti per salire sul  merdotrenino Thomas  e provo a chiedere  a mammabene se mi posso allontanare, ma quella mi guarda come se fossi un coglione e sbatte la testa: “micavorraiaiperdereilpostoinfila?” sibila indicando una coppia con due bambini

“mancano  solo questi signori e poi tocca a noi!”

Mi sto per pisciare sotto, così mi azzardo a chiedere loro se ci possono fare passare prima, perché ho un' urgenza.

Questi, con la delicatezza di Rosa e Olindo a una riunione di condominio, ci mandano a cacare.

Mia moglie mi lacera le carni del braccio con il suo famoso pizzico rotante di primo grado poiché mi sono azzardato a chiedere una cosa del genere. A Leocazzolandia non si fa!

Sto per scoppiare.

Non si diventa maestro Jedi di babbomerdismo per caso, però.

Due matrimoni e quattro figli mi hanno forgiato nel dolore e nella privazione dei più elementari diritti umani.

Avevo previsto tutto.

Guardo Mdm dritta negli occhi, tocco la spalla di Rosa e Olindo perché voglio che siano testimoni e piscio beato nel Tena lady che avevo fottuto dalla  borsa di mia suoceradimerda, la domenica prima a pranzo.

Cazzo che goduria: bisogna rivalutare il pannolone.

Alle 13.30 con le caviglie della Sora Lella dopo due ore di Crossfit imploro mia moglie di fermarci a mangiare. Anche la bambina ha fame, ma mammabene ci dice che la pausa ristoro é prevista dopo la battaglia dei cazzocuscini alle 14.05  e che possono partecipare anche i genitori.

“Genitori?” chiedo “Allora non è leggenda?”

Nel dark web, sulle chat della resistenza  babbomerdista si vociferava di questa fantomatica battaglia dei cuscini.

Allora bdm ascoltate bene:

la prima regola della battaglia dei cuscini e' che non si parla della battaglia dei cuscini.

Però, visto che mi piace il gossip più che ad Alfonso Signorini vi spiego: immaginate di avere 300 cuscini rognosi e duecento bambini di merda a disposizione in uno spazio ristretto.

Anni di sveglie notturne, cacate addosso, scartalacazzodicarta, capricci nei negozi e febbri nel weekend ti passano davanti agli occhi al rallentatore.

Guardo gli altri padri scambiarsi il segno segreto della massoneria babbomerdista e quando suona il via, corro ad afferrare due cuscini.

Comincio a falciare bambini come se fossi Achille davanti alle mura di Troia roteando cuscini a destra e manca.

I pigmei cadono come le foglie, ed urlo ebbro di gioa, ma non riesco a scorgere  mia figlia. Quando, infine, la colgo con lo  sguardo, é a pochi metri da me. Un babbodimerda l’ha appena colpita alle spalle. Corro nella sua direzione.

Lei, in ginocchio mentre si sta rialzando,  sorride fiduciosa perché pensa che la stia per soccorrere e serberó nei miei ricordi più preziosi il suo smarrimento quando gli schianto il cuscino in piena faccia mandandola Ko...

To be continued

 

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